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1 novembre 2015Parole chiave:
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Applicazione diritto dell'Unione - Comunicazione della Commissione

Nella Comunicazione del 5 settembre 2007 "Un'Europa dei risultati – Applicazione del diritto comunitario" [COM (2007) 502], la Commissione europea riconosce le difficoltà nell'assicurare un'adeguata gestione delle infrazioni. Per questo si propone di migliorare quattro settori:

  • Prevenzione: preoccuparsi maggiormente degli imperativi di attuazione lungo l'intero ciclo di elaborazione di una politica;
  • Risposta efficace ed efficiente: migliorare lo scambio di informazioni e la risoluzione dei problemi;
  • Perfezionamento dei metodi di lavoro: definire le priorità e accelerare la gestione delle violazioni;
  • Rafforzamento del dialogo e della trasparenza: intensificare la cooperazione tra le istituzioni europee e migliorare l'informazione al pubblico.

La Commissione intende procedere alla trattazione dei casi secondo linee di priorità, intensificando il ritmo delle decisioni nella maggior parte delle fasi procedurali per le violazioni che riterrà più gravi perché generano maggiori rischi, hanno ripercussioni più estese per i cittadini e le imprese e hanno un carattere di persistenza accertato dalla Corte di giustizia. 

La Commissione propone, altresì, un nuovo metodo di lavoro per quanto riguarda le richieste di informazioni e le denunce relative alla corretta applicazione del diritto europeo che le pervengono. Essa consentirà agli Stati membri di rispondere direttamente e rapidamente ai cittadini, fornendo a questi ultimi le informazioni richieste, o offrendo una soluzione al loro problema.

In tal modo si opererà al livello più vicino ai cittadini e dovrebbe essere possibile ridurre al minimo l'apertura di nuove procedure d'infrazione. Pertanto, da parte italiana sarà dedicato particolare impegno nell'aderire al metodo prospettato dalla Commissione.

  

Diritto di rivalsa dello Stato 

Con disposizioni originariamente inserite nell'articolo 16-bis della legge 11/2005, e oggi riportate nell’art. 43 della Legge 24 dicembre 2012, n. 234, viene previsto l'esercizio da parte dello Stato dei poteri sostitutivi necessari nei confronti delle autonomie territoriali che si rendano responsabili della violazione degli obblighi derivanti dalla normativa europea o che non diano tempestiva esecuzione alle sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità europee. Nei confronti degli stessi soggetti lo Stato potrà anche rivalersi degli oneri finanziari derivanti da sentenze di condanna rese dalla Corte ai sensi dell'articolo 260 del TFUE per comportamenti loro imputabili.

Dipartimento Politiche Europee

Presidenza del Consiglio dei Ministri

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